Oggi cercheremo di darvi alcune informazioni di come noi della PCM SRLS di Iacopo Tornatore, eseguiamo riparazioni sui vecchi pavimenti alla veneziana. Qui vi illustreremo due lavori eseguiti con due diversi sistemi, il primo realizzando un unico impasto, il secondo seminando i granigliati di marmo, facendo anche quello che noi definiamo “taglia e cuci”, cioè togliere alcune parti del vecchio pavimento ed inserendolo dove serve.

La prima cosa da fare è quella di analizzare il pavimento esistente, sia per quanto riguarda, i colori e le dimensioni dei granigliati e, cosa più difficile, definire il colore del fondo.

Nel primo caso, un palazzo dei primi del ‘900 a Roma, cosa piuttosto usuale, era stata tolta una parete, quindi, per mantenere lo storico del pavimento,  insieme alla DD.LL. e al committente, si è deciso di ricucire lo strappo, non con la solita soglia di marmo, ma con una nuova fascia di pavimento alla veneziana contornata dai mosaici in marmo di carrara analoga ai pavimenti adiacenti.

Considerando che i pavimenti attigui erano di colori diversi, si è stabilito di realizzare tale fascia con granigliati di marmo nero ebano di dimensioni uguali (3/9mm.) su fondo grigio chiaro, assolutamente diversi da quelli esistenti.

Come abbiamo risolto?

Per prima cosa, dopo aver eseguito un campione, abbiamo tagliato le parti superflue di vecchio pavimento, che abbiamo poi utilizzato per riparare alcune piccole parti mancanti, facendo dei tagli perfettamente dritti.

Ricreato il sottofondo con cemento idraulico, lasciando uno spessore di 2cm. per i mosaici e 1cm. per la gettata. Realizzato fuori opera i mosaici con martellina e tagliolo, inseriti poi ai due lati della futura fascia, larga c.a. 40cm e lunga c.a. 3mt.

Quindi abbiamo miscelato in un bigonzo, con trapano e frusta, nelle giuste proporzioni:

  • acqua
  • cemento bianco 525
  • cemento scuro 425
  • polvere di marmo
  • lattice
  • granigliati neri ebano

Infine abbiamo gettato l’impasto nella feritoia.

Dopo 28 giorni abbiamo spianato, stuccato e lucidato.


Nel secondo caso, la risoluzione è stata decisamente più complicata,  il palazzo era del  1957,  ed erano state divelte due pareti, creando uno spazio vuoto di circa 1,10m x 1,50m. spostata un porta, smantellati due baggioli in cucina, ed infine per un allaccio di tubazioni l’idraulico aveva demolito una piccola porzione del pavimento esistente. Il committente esigeva che i nuovi inserimenti di pavimento alla veneziana fossero il più possibile identici a quelli esistenti. 

Come abbiamo risolto?

Come sempre abbiamo fatto una serie di foto per poter studiare il fondo, la granulometria, i colori ed i tipi di marmo esistenti. A contratto concluso abbiamo fatto un campione, sopratutto per la zona con la superficie maggiore.

Come abbiamo proceduto?

Iniziamo tagliando con una linea retta il bordo del pavimento alla veneziana esistente, conservando gelosamente i pezzi di risulta, in modo da poterli utilizzare dove si sarebbero resi utili. Realizziamo la ricetta, montiamo su i due lati del rettangolo i  listelli di marmo e montiamo i mosaici, realizzati fuori opera,

il giorno dopo, stendiamo il promotore di adesione, misceliamo i componenti per fare la “coperta” che sarebbe la base per il seminato, inseriamo i pezzi più grandi ed infine seminiamo i granulati più grossi precedentemente miscelati ed infine battiamo. Stendiamo sulla superficie del cartone bagnato con sopra un telo di nylon, per agevolare lentamente la maturazione del cemento.

Nella stessa giornata inseriamo i pezzi di pavimento esistenti dove era necessario e realizziamo, solo con l’esperienza, gli impasti di diversi tipo e colore per le altre piccole riparazioni.

Dopo 28 giorni, il tempo di maturazione del cemento, iniziamo la spianatura ed in tre giorni terminiamo la stuccatura e lucidatura, con la soddisfazione del committente e la nostra.


*Nota Bene: Prima di fare tracce o demolizioni sul vostro terrazzo veneziano interpellateci, avete un pavimento importante e costoso, spesso è recuperabile.

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