Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo una email spedita da un nostro caro lettore riguardo la pavimentazione esterna in pietra arenaria.

Buona sera a tutti.

Ho letto le risposte ai vari quesiti posti e ritengo che, diversamente da quelle date nei sempre tanti/troppi blog in rete, siano veramente esaustive e interessanti. Complimenti!

Colgo l’occasione per sottopporvene una anch’io.

pietra arenaria

pietra arenaria oro

pietra arenaria granulosa

pietra arenaria granulosa

 

 

 

 

 

 

In quanto architetto, mi è capitato di seguire i lavori di posa di pavimentazioni interne ed esterne in pietra della Patagonia (un particolare tipo di pietra arenaria di colore marrone violaceo, abbastanza scuro). Le piastrelle usate sono formato 60×60 e sono state incollate senza usare il metodo della doppia spalmatura (buttering floating). L’incollaggio è avvenuto mediante la spalmatura della colla sul massetto, con l’ausilio della spatola dentata, e con l’applicazione di alcuni ponfi di colla qua e là, sul reto della piastrella. Con il trascorrere del tempo (e ne anche tanto) soltanto sulla superfice delle piastrelle posate in esterno, sono comparse delle alonature biancastre sulla superfice, inizialmente molto lievi, successivamente molto evidenti.

Per problemi logistici, la pulizia ed il trattamento antimacchia delle superfici è stato rimandato per alcumi mesi. Una volta effettuato, le macchie sono scomparse ma dopo circa due giorni, a completa asciugatura del materiale, a poco, a poco sono ricomparse.

In qualità di esperti, vorrei chieder Vi se credete sia possibile che le alonature possano essere dovute al sistema d’incollaggio usato e se le stesse possano essere eliminate in via definitiva impedendone in qualche modo le riformazione.

Ringraziando Vi anticipatamente, Vi saluto con cordialità.

——————————————————————————————————————————–

Salve arch. Fabio, sono andato su internet per capire di che materiale stavamo parlando, non c’è molto, però mi sembra di capire che è un materiale abbastanza friabile e molto assorbente, analoga a una nostra pietra siciliana, la pietra di Noto. La doppia spalmatura non è importantissima, importante è che sia stata messa anche dietro la mattonella. Mi sta ponendo un bel quesito, mi trovo in difficoltà, sopratutto perché non ho visto il pavimento. Comunque ci provo…la prima cosa che mi viene in mente, non sarà che la differente assorbenza dell’acqua o del trattamento, da parte del materiale possa aver dato una differente tonalità al materiale, dove c’era e dove non c’era la colla sotto?? visto che stiamo parlando di esterno…
La seconda cosa, avete fatto una prova un qualche angolo, (con la consapevolezza che non si può usare l’acido) con una base acida e cercato di capire se sono risalite di sali dal massetto sottostante o meno? terza cosa, che tipo di trattamento è stato fatto? Quanto tempo si è asciugato il massetto prima di montarci le mattonelle sopra?
Ho il sospetto che, con il senno di poi, sarebbe stato meglio mettere un antirisalita sotto o sopra le mattonelle. Comunque mi faccia sapere, mi risponda sempre sul blog. Grazie f.t. Se lo ritiene mi può anche contattare direttamente al 348*3304410.

Nel sito, se di vostro interesse, troverete altri articoli che parlano di pavimentazioni esterne; Pavimento per esterno; breve storia dei pavimenti per esterno dai romani ad oggi;  Pavimenti per esterno; Pavimento per esterno in porfido;

Se ti è piaciuta la risposta ti invitiamo a farla conoscere, a condividerla sui social network con i pulsanti sottostanti G+1 e a fare “mi piace” sulla nostra pagina facebook o a farci una recensione sulla nostra pagina Google Plus

Per informazioni: info@parquet-cotto-marmo.it

Pin It on Pinterest

Share This