La pietra Serena conosciuta già ai tempi degli Etruschi, ha il fascino del saggio, ispira sicurezza, tradizione e voglia di passeggiarci sopra per rivivere la storia degli incantevoli centri storici toscani, Arezzo e Firenze su tutti per il largo uso, in queste città, a guisa di edifici e pavimentazioni.

Una pietra arenaria di color grigio tipicamente uniforme, compatta ma duttile al contempo, pura nella composizione, tra le pochissime a poter offrire monocromie regolari, senza contaminazioni da altre pietre comunque presenti in grane finissime, al limite dell’impercettibile, come la mica che conferisce una puntinatura lucente.  

Versatilità della pietra serena

Sarà per queste caratteristiche che grandi artisti come Michelangelo la sceglievano? Questa pietra, detta infatti anche “pietra d’arte”, pietra “Bigia”, “Macigno” e/o “Firenzuola” per l’intensa attività estrattiva dell’omonimo comune, riveste elegantemente pareti, muri di cinta, soglie, angolature esterne, finestre, davanzali, colonne, capitelli, scale, balze, copertine, camini, panchine, archi, portali, decorazioni lapidee.

Ma costituisce anche il materiale preferito per acquai, lavabi, lavandini per esterni, vasche, fontane e addirittura edicole sacre per le statue di santi e madonnine, quelle che si incontrano spesso nei centri storici del nostro Bel Paese, spesso incastonate nei muri delle vie più inaspettate, rispettosamente dotate del classico lumicino votivo. Davvero una versatilità non comune.

Sconsigliata nei paesi in cui le temperature scendono troppo per via della sua gelività, ovvero la generale predisposizione ad essere disgregato dal gelo.  

Tipologie di pietra Serena

Descritta da Dante come “Macigno” e tutt’oggi scientificamente definita e classificata allo stesso modo, si distingue in:

  • Pietra Serena” – la varietà più diffusa e abbondante, è costituita da una arenaria a grana media, a cemento argilloso calcareo, generalmente molto geliva
  • Serena gentile” varietà a grana finissima, si presta bene al lavoro di scalpellini e scultori, la sua conformazione di cemento interamente argilloso obbliga all’impiego in interni
  • Granitello” detto anche “Pietra Bigia” è una arenaria grigia, a grana grossa (dell’ordine del mm) con cemento calcitico, molto dura e resistente alle intemperie,  è poco diffusa

Lavorazioni della pietra Serena

Sono diverse le lavorazioni applicabili alla pietra Serena che può essere scalpellata, fiammata, levigata, bocciardata, rigata, sabbiata, broccata, lavorata “a canapa”.

Vediamone i particolari:

  • scalpellata – lavorazione eseguita a mano o con l’ausilio di macchine con denti a pettine, mira ad ottenere una superficie lievemente rigata, solitamente con movimento ondulatorio, se ne ottiene una piano ruvida da utilizzare sia in interni che in esterni
  • fiammata – trattamento antiusura svolto con fiamma ad alta temperatura, se ne ricava una superficie vetrosa e ruvida adatta a posizionamenti su superfici esterne destinate ad intensi passaggi pedonali
  • levigata –  tecnica con cui si giunge ad una superficie liscia, perfettamente regolare tramite macchine utensili dotate di lame e fogli abrasivi che con l’ausilio dell’acqua piallano la pietra; il risultato finale si presta sia a spazi interni che esterni.
pietra serena - piano del camino

pietra serena – piano del camino

  • bocciardata – tramite uno specifico attrezzo dotato di punte piramidali manovrato manualmente o con macchina, chiamato “bocciarda”, si ricava una superficie grezza che risulta simile a quella naturale, così conciata è destinata agli usi esterni
  • rigata – consiste nel praticare incisioni lineari, di diversa larghezza e/o profondità, di andamento parallelo ed obliquo per applicazioni ad archi, angolature di muri, pavimentazioni
  • sabbiata – con un potente getto di sabbia mista a graniglie metalliche si ottiene l’irruvidimento della superficie, il risultato è una lastra adatta al rivestimento di facciate; allo stesso modo si procede per rigenerare pietre di recupero
  • broccata – sabbiando prima e spazzolando poi la pietra offre un effetto tridimensionale tipo basso rilievo, crea movimento sulla superficie mantenendosi liscia al tatto
  • a canapa – rotolandoci sopra un rullo dotato di punte aguzze si giunge ad una superficie scabra, zigrinata, ricorda la trama degli antichi teli di canapa, quelli un po’ grezzi che si producevano in casa col telaio di famiglia fino agli anni ‘50 

Vi sono ulteriori tipi di lavorazione praticate sulla pietra Serena che non riportiamo per brevità, sostanzialmente rappresentano alcune varianti delle principali tecniche qui descritte.

Origini e cenni storici sulla pietra Serena

L’appennino tosco-romagnolo è la zona di principale provenienza della pietra Serena, l’estrazione viene dalle cave situate nell’area che circonda Firenze con particolare attività nel paese di Firenzuola.

Oltre a questo poche zone permangono attive in prov. Di Firenze: Reggello, Greve: In provincia di Grosseto abbiamo i comuni di Arcidosso, Pitigliano e Sorano.  e si trovano vicino al lago Trasimento (Tuoro) e a Verghereto (Fc).

Firenzuola condivide con Fiesole la tradizione più antica in quanto ad estrazione, lavorazione ed impiego della pietra Serena, tanto da aver allestito un apposito museo nella suggestiva cornice della Rocca Medievale. Qui si possono ammirare la ricostruzione di tutte le fasi di lavorazione come avveniva fin dal XV° secolo, a partire dall’individuazione del cosiddetto “banco di giacitura” della pietra.

A Fiesole si può ancor oggi godere della vista del manufatto più antico che si conosca in pietra Serena, parliamo delle antiche mura di cinta della città etrusca di Visul, poi diventata la romanizzata Fesulae. Questo splendida opera risale al IV° sec. a.C. e si sviluppava su una lunghezza complessiva di due kilometri circa.

La lavorazione della pietra Serena ha caratterizzato l’attività lavorativa di molte aree della Toscana da cui sono nate figure artigianali come quella dello scalpellino.

Gli scalpellini nel tempo si erano dotati di una specifica serie di strumenti, tra questi: mazzuoli, mazzette, subbie (scalpelli a punta piramidale), scalpelli, metri e poi ancora righe, squadre, sesti e modani, bocciarde (martelli con bocca a punta), gradine (scalpelli a più denti) e martelline, raggiunsero vette artistiche.

Gli scalpellini, veri e propri motori dell’economia dei paesi in cui si estraeva la pietra, si suddividevano in classi:

  • la “primissima”, dall’arte più fina, definiti anche “capibranca” avevano la maggiore esperienza e la paga più alta
  • i cavatori, scalpellini di grande esperienza ma meno dediti ai lavori fini oppure in età avanzata e quindi meno veloci
  • bardotti, perlopiù ragazzi o manovali svolgevano i lavori più faticosi ed avevano la paga più bassa

 Floor Treatment e la pietra Serena

Abbiamo avuto modo di trattare la pietra Serena in più occasioni.

In particolare desideriamo parlare di posa in opera pavimento in Pietra Serena e rivestimento cucina con relativo battiscopa, rivestimento bagno.

  • pulizia – del pavimento in pietrra Serena, con prodotti alcalini,(assolutamente non acidi);
  • trattamento – della superficie in pietra Serena, con una mano di idro-oleorepellente antimacchia;
  • finitura  – con una mano di cera liquida;
  • manutenzione – pavimento e superfici in pietra Serena, con un detergente neutro e ogni tanto una mano di cera liquida.

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