IL VALORE DEL RECUPERO DEI PAVIMENTI
RACCORDO IDEALE TRA STORICITA’ E CONTENIMENTO DELLA SPESA
ORIGINE DI GUSTO E VALORI
Vivere nella propria casa in armonia con spazi e colori rappresenta una meta agognata da molti.
Per fortuna siamo nati nel paese che ha “inventato” la bellezza. Crescendo nelle nostre città dove ogni giorno si ammirano archi, statue, decorazioni e pavimentazioni di ogni genere abbiamo sviluppato una confidenza unica al mondo con ciò che risulta piacevole alla vista.
Le nostre abitazioni rispecchiano gli elementi del gusto per il quale, coscientemente o meno, abbiamo formato il modo con cui concepire e combinare tra loro elementi di funzionalità e decoro.
RECUPERO PAVIMENTI PER RISPETTO DELLA STORICITA’
Ecco perché è più diffusa la tendenza a salvaguardare la storicità delle case cercando di preservare l’aspetto originario delle sue superfici. Certo, quando i pavimenti hanno i loro anni dobbiamo fare i conti con le ingiurie del tempo e comprendere come procedere: effettuare un recupero o piuttosto decidere per un rifacimento completo, se non addirittura pensare al cambio radicale del pavimento?
Ecco, questo è il momento in cui riflettere e soppesare le ipotesi al vaglio.
Noi di Floor Treatment consigliamo sempre di preferire un recupero dell’esistente poiché la storicità dell’immobile è un valore aggiunto sia in termini estetici sia in termini economici, infatti la rivalutazione dello stabile passa anche da questi “particolari” di carattere generale.
RECUPERO PAVIMENTI: COMPETENZE SPECIFICHE
Inoltre conosciamo bene le pavimentazioni storiche, siamo nati proprio con le sfide offerte da problemi di volta in volta diversi: abitazioni adornate da splendidi pavimenti pesantemente compromessi da usura, manutenzione inadeguata, danni accidentali, ecc…
Rigenerare un pavimento sia esso di legno (compreso il parquet), di cotto, in marmo, in gres porcellanato o nella versione veneziana è la nostra massima specialità, possiamo affermarlo con orgoglio e serenità.
Ecco come abbiamo risolto alcuni problemi specifici:
recupero di pavimento in cementine (o pastine)
recupero di pavimento in parquet
recupero di pavimento in cotto
recupero di pavimento in marmo e graniglie
recupero di pavimento alla veneziana
E perchè NO anche dei nuovi pavimenti.
recupero di pavimento in gres porcellanato
COERENZA ESTETICA E RISPARMIO ECONOMICO
Desideriamo anche evidenziare come l’aspetto economico di un restauro (o rigenerazione) dei pavimenti sia spesso più conveniente rispetto ad un rifacimento ex-novo della superficie.
Anche di fronte alle apparenze più sconfortanti siamo riusciti a meravigliare i nostri clienti onorando con successo la promessa di una “rinascita” dell’amato pavimento.
Nell’ultimo periodo assistiamo con piacere ad un incremento di chiamate da parte di persone che ci interpellano, in particolare per i pavimenti alla veneziana.
Come sapete questi splendidi oggetti dell’artigianato antico mostrano decorazioni tanto uniche quanto delicate in fase di recupero: anche in questi caso ci sentiamo di potervi rassicurare pienamente sulla riuscita del lavoro, l’esperienza è il nostro strumento principale!
Chiamateci per valutare insieme il da farsi, non ci sono situazioni impossibili da recuperare, anzi, il contenimento della spesa di un lavoro di recupero meraviglia sempre per il risultato che offre.
A presto!
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LE ORIGINI DEL BATTISCOPA
Il battiscopa prima di assumere l’aspetto odierno, in tre dimensioni, consisteva in una fascia di 15 cm. circa dipinta sulle parti inferiori dei muri.
E’ nel rinascimento che compare questo elemento sul fondo delle pareti con molteplici funzioni e significati: rappresentava una cornice per i soggetti decorativi presenti sull’estensione superficiale della parete ed al contempo un elemento di raccordo con il pavimento;
inoltre, la fascia di colore voleva essere uno spazio in cui le operazioni di pulizia potevano avere luogo con limitate possibilità di intaccare/danneggiare l’aspetto del muro.
Sono proprio le operazioni di pulizia (passaggio della scopa, degli stracci e poi dell’aspirapolvere) che hanno definito ed identificato il nome e la funzione del battiscopa diventato nel tempo un elemento tridimensionale a protezione delle pareti, con particolare rilevanza estetica nel raccordo con la pavimentazione.
Il battiscopa infatti copre le irregolarità tra muro e pavimento ponendosi come unità decorativa a sé stante che armonizza l’incontro dei due.
USI DEL BATTISCOPA
Inoltre protegge la parete dal contatto coi mobili ma non solo, l’era moderna ha portato nelle case apparecchi elettronici pieni di cavi e nuove modalità di riscaldamento ed ecco che i battiscopa offrono la possibilità di assolvere anche a queste esigenze evitando di dover intervenire con sottotracce su muri e pavimenti.
Per questo oggi si può scegliere tra un’ampia gamma di battiscopa da abbinare ai tutte le pavimentazioni attualmente in uso, come il cotto, il parquet ed il gres porcellanato.
TIPOLOGIE DI BATTISCOPA
I battiscopa vengono prodotti con diversi materiali tra cui:
- legno – pino, larice, castagno, noce, sia grezzo che già finito, laccato e tinto; si prestano ad ambienti rustici o laddove presenzi il parquet o un arredamento di mobili in massello; ovviamente vi sono anche le versioni in cui di legno c’è solo lo strato superficiale lasciando a materiali più economici come il multistrato (fatto di scarti, cascami, tondame) il resto della composizione;
- alluminio – soprattutto per la funzione di riscaldamento, il battiscopa si trasforma in un tunnel atto ad ospitare tubi radianti in rame; questa particolare forma di irraggiamento del calore offre il vantaggio di poter stabilizzare i moti convettivi all’interno degli ambienti facendoli agire sulle pareti che, oltretutto, ne beneficeranno; infatti il calore si distribuirà uniformemente sulle stesse scongiurando ristagni di umidità e formazione di muffe;
- ceramica – marmo – cotto – si abbinano ai corrispondenti pavimenti, richiedono specifica professionalità nella posa risultando più delicati e vulnerabili degli altri materiali, indubbiamente un battiscopa di questo genere è percepito più come elemento architettonico che come semplice particolare di rifinitura;
- pvc – meno raffinati degli altri offrono in cambio una maggiore economicità, sconsigliati per le abitazioni sono utilizzati soprattutto in uffici, ambienti di lavoro in genere, ospitano cavi elettrici e di rete:
La manutenzione del battiscopa, esclusi quelli in alluminio e pvc, è perfettamente sovrapponibile a quella del pavimento a cui sono affiancati. Si useranno gli stessi strumenti e materiali raccomandati nella scheda di prodotto ricevuta all’atto della consegna del pavimento.
Con i grandi negozi delle catene internazionali si può avere a disposizione una buona gamma di articoli da scegliere per un buon lavoro fai da te.
La professionalità però non si improvvisa, se avete dubbi e/o un contesto particolare da affrontare riteneteci a disposizione per valutare insieme il da farsi, l’importante è raggiungere il risultato che avete in mente.
Floor Treatment è il vostro CENTRO di COMPETENZA preferito, ricordatelo!
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Se volete sapere di più sul battiscopa non esitate a contattarci. Potete usare l’apposito modulo di contatto o anche lasciare un commento sul Blog, vi risponderemo il prima possibile.
Per informazioni info@parquet-cotto-marmo.it
Oggi parliamo di un aspetto poco conosciuto tra quelli che riguardano la progettazione e la nascita di un pavimento in parquet: la sua consegna.
Qualcuno penserà: basta controllare che a fine lavori sia tutto a posto dopodichè arrivederci e grazie, no? No.
I particolari fanno l’insieme, diceva qualcuno. E questo è il caso.
Quando, da parte dell’installatore, si procede alla consegna di un lavoro di pavimentazione in legno vi sono diverse norme e direttive a cui lo stesso dovrà attenersi.
Quanto più la sua professionalità si è evidenziata nello svolgimento dell’opera tanto più questa dovrà concludersi con le appropriate modalità “a regola d’arte”.
Cominciamo a vederle singolarmente:
v innanzitutto il direttore dei lavori dovrà eseguire i dovuti controlli atti a verificare la corrispondenza tra materiali forniti e quanto descritto in fase di contratto
v gli articoli oggetti di fornitura necessitano di una scheda-prodotto di accompagnamento in conformità al d.l. 206 del 06/09/2005, art. 7 della L. 229 del 29/07/2003; all’interno della stessa si ritroveranno: denominazione del prodotto, eventuali note sulle lavorazioni eseguite, modalità di posa, istruzioni su uso, manutenzione e precauzione, modalità per l’eventuale smaltimento; tale scheda dovrà seguire tutta la filiera fino a giungere nelle mani dell’utente
finale.
v anche da parte del posatore deve essere fornita una scheda in cui siano menzionati i materiali usati per posa e finitura, ove sia chiara l’osservanza di ciò che il produttore ha prescritto anche in relazione alla marcatura CE degli articoli poiché ciò costituisce la migliore garanzia di maggior durata del pavimento; il tutto andrà completato riportando modalità di utilizzo e manutenzione seppure sovrapponibili alle precedenti già descritte dal produttore
Sappiamo che da noi spesso si tende a fare “alla buona”, chi ci pensa a chiedere questa documentazione? Chi ne ha mai sentito parlare?
D’ora in poi utenti e professionisti sono informati.
Noi della Floortreatment invitiamo gli utenti finali a parlare e chiedere, da subito, la documentazione dovuta sia per propria garanzia sia per “testare” il tenore professionale dell’azienda che vi sta proponendo il contratto.
Meglio investire qualche minuto in più da subito ed entrare in possesso di notizie utili a tutelare al meglio l’investimento in corso.
A presto.
Tutto il materiale in questo sito è di proprietà della Floortreatment s.r.l. o richiesto ai propri partners. E’ vietata la riproduzione anche parziale senza la dovuta autorizzazione.
Per informazioni info@parquet-cotto-marmo.it
Se ti è piaciuto questo articolo sicuramente ti interesserà:parquet tradizionale la guida e parquet prefinito;
Verifiche preliminari e finali per la posa in opera del parquet tradizionale.
In tanti anni di lavoro, nonostante la molteplice varietà delle pavimentazioni trattate e pur essendo noi MOLTO BRAVI….:), ci è capitato di non interpretare esattamente ciò che il Cliente voleva. Ciò ha comportato, pur sapendo di aver operato al meglio, l’aver sbagliato il compito assegnato.
Quello che descriverò di seguito è riferito al pavimento in parquet incollato, ma molte delle considerazioni esposte, in particolare quelle su verifica e/o collaudo dei pavimenti a fine opera, sono valide per tutte le pavimentazioni.
In special modo la regola che cito testualmente tratta da una pubblicazione professionale (Tratto dal volume “Il PARQUET – dal progetto alla posa in opera” pubblicato dalla A.I.P.P.L. (Associazione Italiana Posatori Pavimenti di Legno) aderenti alla Federlegno Arredo.) :
“L’esame della pavimentazione posata deve essere effettuata osservando il pavimento in posizione eretta con luce naturale diffusa alle spalle dell’osservatore. Ai fini della valutazione o della localizzazione di difettosità presenti sulla superficie della pavimentazione non devono essere utilizzate sorgenti di luce artificiale o che insistono direttamente sulla pavimentazione”.
In poche parole il cliente, seppur detentore della “ragione” come recita il famoso detto, non può sempre cercare il pelo nell’uovo.
Nell’opera citata esiste inoltre una tabella che riporto di seguito, riferita al legno ma con valenza per tutti i pavimenti:
Verifiche preliminari alla posa in opera dei pavimenti in parquet.
(cap. 8 “Il PARQUET – dal progetto alla posa in opera”)
Tutti gli operatori-posatori di pavimenti in legno, detti “parchettisti”, sanno che la posa in opera del parquet può avvenire solo quando:
- sono già stati montati i serramenti completi di vetri e i locali riparati dalle intemperie
- sono già stati posati gli altri pavimenti, murature, tracce sulle pareti, rivestimenti sanitari e qualsiasi altro lavoro è terminato
- la temperatura ambiente non è superiore ai 15° e l’umidità è compresa tra il 45% ed il 60%
- le condizioni del supporto sono state controllate e considerate idonee per l’incollaggio e nel caso di riscaldamento a pavimento è già stato effettuato lo shock termico.
Infine, dopo la posa del pavimento in parquet, possono essere montate le porte interne e, se non è stata data, l’ultima mano di vernice alle pareti.
Gli operatori specialisti sanno inoltre che il parquet deve essere portato nell’ambiente di posa qualche giorno prima della stesura, con gli imballi aperti e sollevati da terra. Questo favorirà l’assorbimento dell’umidità del luogo in cui verrà posato determinando un’osmosi, di fatto, dei due elementi.
Last but not least, ultimo ma non meno importante: conviene aprire almeno tre confezioni di parquet per mischiarne il contenuto ed evitare così antiestetiche disomogeneità del pavimento finito.
Ma forse non tutti sanno che…..
Le norme di riferimento relative ai suddetti ambiti sono:
Dopo aver duramente lavorato, fatto tutte le valutazioni del caso, carteggiato, stuccato, verniciato o trattato con la massima cura il pavimento di legno del vostro cliente, come se il lavoro fosse fatto a casa vostra, potrebbe capitare che lo stesso non rimanga soddisfatto. Alla luce di quanto premesso all’inizio potremmo dire: le motivazioni sono da ricercare anche in una cattiva gestione del cliente.
Purtroppo è successo anche a noi nonostante la variegata esperienza pluriennale. In qualche occasione ci siamo dovuti difendere, con le giuste ragioni e cognizioni di causa, per evitare incresciose vicende legali e specialmente decurtazioni di denaro dal prezzo inizialmente pattuito.
Se ciò vi dovesse accadere e avete la coscienza a posto ci sarà solo una possibilità per risolvere la disputa: fare riferimento al suddetto volume in cui sono presenti i giusti elementi per le verifiche del caso.
I limiti di accettazione della pavimentazione posata mediante incollaggio, finita alla consegna dell’opera.
(Cap. 9 “Il PARQUET – dal progetto alla posa in opera”)
Chiaramente darò solo alcune indicazioni, i passaggi salienti, ma sarò a completa disposizione di chiunque voglia chiedermi delucidazioni.
Innanzi tutto (più tempo passa dalla consegna e peggio sarà) il collaudo o la verifica devono avvenire entro i sette giorni successivi alla fine dell’opera, così come specificato dalla tecnica europea
UNI CEN/TS 15717 – Parquet – Linee guida generali per la posa in opera.
Premesso che la posa in opera di un parquet e specialmente i lavori di levigatura, verniciatura, oliatura, ceratura, sono eseguiti a mano in condizioni quasi mai idonee per tali lavori, come potrebbe ad esempio essere la cabina asettica di un falegname, (spesso in cantiere siamo costretti a lavorare in condizioni proibitive, con porte e finestre aperte, gente che ti passa sopra il pavimento appena posato e chi più ne ha più ne metta..) l’esecuzione “fatto a mano” è uno stato di fatto, un lavoro non riproducibile.
Inoltre il legno stesso del quale è costituito il pavimento è unico e irripetibile, il pavimento in parquet presenterà caratteristiche intrinseche tipiche di un lavoro artigianale che non pregiudicano l’utilizzo e lo scopo per i quali è stato eseguito.
Posa mediante incollaggio di elementi massicci finiti in opera.
Cap. 9.3 1 “Il PARQUET – dal progetto alla posa in opera”
Le varie verifiche, con relativi metodi di valutazione e risultati delle valutazioni sono:
- Verifica dell’incollaggio;
- Verifica della planarità;
- Verifica dell’allineamento degli elementi in base alla geometria di posa prescritta;
Fig. 1 – Scostamento ammesso per geometria di posa alla francese, a tolda di nave,a correre, a cassero regolare, per elementi massicci.
posa in opera parquet a perfetta regola d’arte.
Fif. 2 – Scostamento ammesso per geometria di posa a spina di pesce, per elementi massicci.
Verifica della complanarità tra pavimentazioni attigue o con inserti di materiali diversi;
Purtroppo non ho le foto di questo passaggio tra i due ambienti, dove non c’era la planarità con i pavimenti attigui, pertanto siamo stati costretti a togliere la porzione di parquet e sostituirlo con il nuovo, dopo essere intervenuti sul sottofondo.
- Verifica dei giunti di dilatazione;
- Verifica della levigatura;
- Verifica della finitura;
- Verifica della stuccatura;
In conclusione: se saremo coscienti della preparazione di cui necessita il rapporto con il cliente, oltre a quella implicita del lavoro in sé, avremo messo a punto un fattore fondamentale per la felice conclusione di un incarico.
Buon lavoro a tutti.
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Per informazioni: info@parquet-cotto-marmo.it
Parquet bianco (anche detto prefinito bianco o sbiancato).
Il parquet è un elemento di arredo e decoro al tempo stesso, riscuote un ampio successo per il senso di calore e bellezza che emana.
Lo si trova pronto in varie declinazioni di forma, sostanza e colore.
Tra queste abbiamo la versione in bianco, prodotta in tavole e listoni di legno, solitamente di rovere. Questi possono essere a strati o in massello, con superficie liscia o spazzolata.
Gli specialisti del parquet amano ricavare il parquet bianco partendo da una base di parquet normale. Trattano le plance secondo la propria esperienza giungendo infine al risultato voluto.
Parquet bianco: i due modi per ottenerlo dal parquet normale:
Il primo modo consiste nel decapare il legno, cosa vuol dire questo termine? Decapare deriva dal francese décaper (a sua volta dal latino volgare capa contenere, avvolgere) che significa “togliere la parte superiore” (quella che copre/avvolge)
Il decapaggio di una superficie di legno si svolge trattandola per eliminare ciò che vi si trova sopra, che sia vernice o altro fino a riportare il legno allo stato iniziale;
solitamente i listoni sono trattati con della calce (ecco perché “sbiancato”) o con delle spazzole di metallo, a questo punto avremo ottenuto un aspetto più o meno segnato dall’intervento e un materiale pronto a ricevere il colore prescelto attraverso la verniciatura, bianco nel nostro caso;
il colore si fisserà più in profondità giungendo nelle venature ed avrà un maggior tenore di resistenza a graffi, urti ed abrasioni in genere.
Esiste una seconda modalità in cui i listoni di legno vengono verniciati direttamente, in più strati, di vernice bianca.
Questa operazione può essere svolta dalla fabbrica che opererà con macchine nebulizzatrici; in questo caso gli strati di vernice, molto sottili, saranno circa sei/sette (ecco perché “prefinito”).
Anche l’artigiano, specialmente quello dedito per diletto come dicevamo sopra, potrà dedicarsi a questa preparazione stendendo manualmente la vernice, più spessa in questo caso, fino a tre strati.
Il risultato finale è esteticamente più appariscente rispetto al decapato per via della maggior lucidità e luminosità, avremo però una superficie più delicata e bisognosa di manutenzione.
Va altresì detto che l’usura di un parquet è tale a seconda dell’occhio che la guarda:
c’è chi lo vuole sempre perfetto e chi invece desidera vederlo piacevolmente vissuto, come il paio di jeans che indossa tutti i giorni.
Perché si sceglie un parquet bianco?
I motivi sono legati spesso al gusto personale ma anche ad esigenze di tipo estetico o funzionale.
Se per esempio ho un ambiente scarsamente illuminato per via della ridotta superficie della/e finestra/e (come nelle vecchie case di campagna) un parquet bianco riuscirà ad amplificare la poca luce naturale a disposizione.
Un altro esempio può essere legato all’arredamento: se ho deciso di adottare una linea estetica particolarmente caratterizzata troverò nel parquet bianco un elemento “armonizzante” in grado di bilanciare o, a seconda dei casi, esaltare la scelta intrapresa.
Comunque sia ad ognuno il suo parquet, buona scelta!
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Ristrutturazione Pavimento antico Villa A.Manzoni Roma (2007)
Noi della Floor Treatment abbiamo effettuato la ristrutturazione di un Pavimento di graniglie posate e levigate a regola d’arte al piano seminterrato, in quella che era la Villa di Alessandro Manzoni, oggi Ambasciata…..
Nel resto della struttura, su tre piani, abbiamo montato circa mq,900 di parquet tradionale a disegno, fascia, bindello e spina dritta nel campo centrale.
Ristrutturazione pavimento antico Terrazzo alla veneziana 1927
Ancora una volta siamo stati messi alla prova nella ristrutturazione di un pavimento antico; un terrazzo alla veneziana dei primi anni del ’900, in questo caso, oltre realizzare un nuovo battuto alla veneziana in alcune zone dell’appartamento, dove l’impresa era stata costretta a fare delle tracce sul pavimento, per passare i tubi di uno scarico e carico delle acque, abbiamo recuperato una porzione di pavimento alla veneziana originale compresi i filarini di mosaico bianco, là dove avrebbe dovuto essere coperto per esigenze estetiche. Questa porzione di pavimento l’abbiamo tagliata ed inserita precisamente dove mancava, ed in oltre abbiamo fatto un piccolo inserto con il pavimento recuperato dove c’era un foro. Il risultato mi sembra ottimo, considerando che il pavimento terrazzo alla veneziana deve essere ancora stuccato e lucidato a piombo come qualsiasi derivato del marmo. (vedi foto)
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Riparazione parquet per infiltrazione acqua
Come fare una riparazione su un parquet che si è sollevato per infiltrazione d’acqua:
Per prima cosa si devono togliere i listelli sollevati o comunque staccati dal sottofondo di cemento;
Assicurarsi che il sottofondo sia asciutto e planare, altrimenti si consiglia di rifare una riparazione sul massetto con una resina con all’interno della sabbia scelta e lavata, il giorno dopo si puo’ iniziare a posizionare i listelli di parquet nuovi e della stessa misura dei precedenti.(non sono riutilizzabili quelli asportati).
In seguito si carteggia tutto l’ambiente, si stucca tutta la superficie del parquet ed infine si passa alla verniciatura.
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Battiscopa legno: Galleria fotografica:
Come posare un battiscopa in legno.
Per posare un battiscopa in legno, specialmente se molti metri lineari, sono necessarie una buona sega circolare per legno, con la quale si possa tagliare battiscopa alto almeno cm.10 e di una sparachiodi con relativo compressore(fig.1). Una attenzione particolare per la posa del battiscopa in legno è la finitura degli angoli, siano essi chiusi od aperti e sopratutto vicino ai montanti delle porte oppure alla fine dove il battiscopa finisce… Per l’angolo chiuso e aperto è relativamente semplice, poichè è sufficiente fare due tagli in diagonale sia su lato che sul’altro(fig.2/3), per i finali ci sono diversi modi, il più semplice (fig.4)
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